Digital marketing e calcio: perché insieme funzionano

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“Se non sei su internet non esisti” è il motto del Web 2.0. Nonostante ciò, molte aziende non sono in grado di sfruttare appieno le potenzialità del web.

Eppure, molti studi hanno già dimostrato come digital marketing e calcio siano un binomio in grado di generare ritorni economici e d’immagine.

Con quest’articolo voglio aiutarti a ottmizzare le tue strategie e permetterti di trasformare i tuoi utenti in fan. Per scriverlo, ho ripreso una mia vecchia pubblicazione su Blog di GoalShouter, azienda che nel 2014 mi ha permesso di posizionarmi tra i primi Social Media Manager in Italia.

Cos’è cambiato con il Web 2.0

Il web 2.0 ha trasformato la comunicazione su internet da unilaterale a bilaterale. L’utente non si limita a ricevere messaggi, ma è attivo e sollecitato alla risposta e all’interazione con altri utenti che formano la community o fanbase.

I social network e le community sono elementi di rilievo del Web 2.0
I social network e le community sono elementi di rilievo del Web 2.0

L’interazione è ciò che marca la differenza tra un visitatore e un utente. Pensiamo infatti al visitatore come al lettore di un libro, mentre all’utente come una persona che assiste ad una partita insieme ai suoi amici.

Questo tipo di comunicazione bilaterale e dal flusso continuo è ben evidente nei social, dove il feedback dell’utente è immeddiato e, molto spesso, privo di filtri.

L’utente diventa fan

Nel mondo del marketing, spesso si parla di utenti, leads, subscriber e follower. Gli esperti di Creative Marketing, invece, preferiscono concentrarsi sul concetto di fan, ovvero chi sposa e sostiene obiettivi, strategie e visione dell’azienda.

I fan sono la parte più fedele della tua fanbase
I fan sono la parte più fedele della tua fanbase

A differenza di un un follower, il fan ha una maggiore propensione alla critica costruttiva, alla condivisione e a sostenere il brand nei momenti di difficoltà; in poche parole, il fan è un soggetto fedele propenso al perdono in caso di un passo falso da parte del brand.

Avrai notato che le caratteristiche descritte combaciano pienamente con la figura del tifoso; per tanto è facile capire perché social media marketing e calcio funzionino assieme.

Il ruolo dell’utente tifoso

Il tifoso è una persona spinta dalla passione. Vive intensamente la squadra del suo cuore e cerca costantemente informazioni. Inoltre, un tifoso non tradirà mai la sua squadra.

Dotarlo di un canale diretto per comunicare con la propria squadra è il giusto modo per renderlo felice e consolidare questo legame.

Trasformando tutto ciò in marketing, un cliente felice è quello che tornerà a consumare i tuoi prodotti senza richiederti particolari sforzi pubblicitari.

Al contrario, un tifoso deluso potrebbe allontanarsi dal suo club, soprattutto qualora non si tratti di una squadra di prima fascia.

C’è anche un altro elemento che il tifoso ama intensamente: la tifoseria. Rispettare questa posizione migliorerà il tuo rapporto con il tuo principale cliente.

La nascita dei Second Screen: cosa sono

Al giorno d’oggi, le squadra, così come le stesse federazioni, sono impegnate nel cercare nuovi modi per inserire i tifosi in un contesto interattivo e unire i concetti di Digital Marketing e calcio.

Il Second Sceen, ovvero schermo secondario, è un conosciuto anche come Interactive TV e Social TV; è l’estensione del mezzo televisivo e trasforma lo spettatore da passivo ad attivo. Il termine si riferisce all’impiego di un secondo schermo oltre a quello televisivo, ossia quello di un pc, tablet o smartphone.

Cos'è un Second Screen
Il Second Screen ha cambiato la maniera di assistere agli eventi sportivi

Un esempio di Second Screen sono l’uso che si fa dei social network durante le partite.

Ad esempio, gli hashtag presenti nella maggior parte delle dirette, spingono i tifosi a commentare il match in un contesto ampio come Twitter.

Una volta che questi utenti atterrano e interagiscono in un canale scelto, il brand può guidare la conversazione e raggiungerli con messaggi per aumentare la propria visibilità.

In poche parole, mentre chiacchieriamo con i nostri tifosi proprio come in un bar, abbiamo la possibilità di incrementare i numeri generati dai nostri canali e renderli appetibili a investitori e sponsor.

Questo permette al tifoso di esprimere la propria opinione e influenzare quella altrui, chiamati a loro volta ad esprimersi.

Digital Marketing e calcio trovano quindi spazio nel mondo dei Second Screen, fonte di guadagno per le società attraverso abbonamenti, donazioni e messaggi pubblicitari.

Social Network vs Pagina Web: chi vince?

Digital marketing e calcio non possono prescindere da pagine web e social network.
Per un tifoso, la pagina social è il canale principale dal quale ricevere notizie ufficial e risposte in assoluta trasparenza.

I social network hanno dalla loro parte la facilità d’utilizzo; persone di qualsiasi età utilizzano i social senza problemi e direttamente dal proprio smartphone; al contrario, molte persone con età superiore ai 45 anni non hanno mai visitato una pagina web.

Interessante è sapere che il 60% dei tifosi che il calcio sui social ha più di 30 anni, quindi un profilo di consumatore che ha già raggiunto una sua indipendenza economica e di scelta.

Nonostante ciò, le pagine web sono indispensabili per generare traffico proprio, per lanciare campagne di marketing specifiche, convertire leads o gestire il proprio merchandising. Ovviamente, un sito che si limita alla pubblicazione di notizie o che non raccoglie i dati degli utenti è alquanto inutile.

Di rilevante importanza è anche la capacità delle pagine web di migliorare il posizionamento del marchio e portare benefici anche ai propri canali social.

Strategia social: cosa tenere a mente

Prima di tutto, il legame tra tifosi e social network è dimostrato da molti studi. La IMG ha evidenziato come nel Regno Unito circa il 35% di tifosi che segue il proprio club su Twitter ha un rapporto più fedele con la propria squadra. Inoltre, alcuni studi affermano che durante gli eventi sportivi, più del 60% degli spettatori usa almeno una volta le chat per commentare la partita.

Come aumentare le interazioni sui social network

E’ impossibile ottenere risultati se non si definisce una strategia settimanale, ovvero definire quali e quanti contenuti pubblicare e in quale fascia oraria. Preparare la fansebase agli eventi principali della settimana è il giusto modo per ottenere i risultati.

Durante la settimana, molte squadre cercano di trasmettere sia relax (interviste e momenti di vita quotidiana dei componenti del team) che impegno (allenamenti, attività sociale e progettazione). Vengono inoltre risproposti i momenti salienti della stagione e celebrata la propria storia, attraverso la ripubblicazione di contenuti storici.

Particolare attenzione dev’essere impiegata nel far crescere l’attesa per la prossima partita, attraverso contenuti emozionali (clip, foto e spot). Più cresce l’attesa per il match, migliori saranno i risultati ottenuti nel fine settimana.

Le partite e i momenti salienti

Durante le partite è importante garantire qualità e velocità nel proporre contenuti.
La narrazione, testuale o visiva della partita, dovrebbe avvenire con un ritardo massimo di 60-180 secondi. Questi risultati possono essere raggiunti in modo ottimale con l’impiego di almeno 2 persone (un grafico e un content creator).

Esempi di contenuti da proporre sono le formazioni e i momenti salienti della partita (calcio d’inizio, fine partita, goal e celebrazioni).

Nel proporre le foto della partita non limitarti a ciò che hai, ovvero tutto ciò che il fotografo ti mette a disposizione, ma cerca un componente narrativo in grado di migliorare la risposta del tifoso e quindi il numero di interazione.

Mettere insieme Creative Marketing e Calcio significa impegnarsi nel creare una linea di storytelling, ovvero la capaciità di raccontare una storia attraverso contenuti testuali o multimediali.

Per finire, bisogna approfittare di questi eventi per far passare il messaggio che il ruolo della società va ben oltre la singola partita, ma agisce con il fine di crescere e migliorarsi.

Creare e gestire uno stadio virtuale

Ancor prima dei social esistevano i guestbook e i forum di tifosi, pagine in cui vengono scambiate opinioni prima e durante la partita. Come detto anteriormente, questi struementi sono stati sostituiti da Second-screen come Facebook, Twitter, Twitch e YouTube.

Ogni tifoso ama ritrovarsi in compagnia di amici per assistere alle partite della propria squadra del cuore e nell’era del Web 2.0 la distanza fisica tra persona è stata proprio rotta dall’avvento di social network.

Leggendo la mia biografia, scoprirai che sono stato uno dei primi a portare sulla piattaforma di streaming Twitch, permettendo a molti tifosi di seguire la partita in compagnia, limitando i danni della pandemia anche in termini economici.

Quando ci riferiamo a strumenti come Twitch e YouTube, possiamo addirittura parlare di Single Screen, in quanto le funzioni interattive (come chat e sondaggi) e di condivisione sono direttamente nello stessa piattaforma in cui è possibile guardare la partita.

Che si voglia optare per piattaforme di streaming o per i social network, è importante creare un ambiente in linea con il nostro brand. Considera che la segmentazione della tifoseria in fan-page non ufficiali è dato proprio dalla mancanza dell’esistenza di un canale efficace che sappia accontentare la maggior parte del pubblico.

Esempio di Second Screen: le dirette twitch del Racing Murcia

Nel nostro stadio virtuale si deve respirare passione, emozione e sacrificio. E’ importante rendere i tifosi partecipi, ascoltarli e cercare di raccogliere informazioni utili per accontentare le loro esigenze (studio del pubblico obiettivo).

I tifosi e la sovraesposizione pubblicitaria


Questo calcio fa schifo, è tutto un business”. Quante volte avrai sentito questa frase? Al giorno d’oggi una squadra di calcio richiede molti più sforzi economici rispetto al passato, ma dovrai sempre ricordare che al tifoso non piace essere trattato come un cliente.

Seppur i tifosi costituiscano, insieme agli sponsor, la fonte di reddito principale, dobbiamo considerare la società odierna è vittima di una sovraesposizione pubblicitaria, su internet, in televisione, in radio e per strada.

Generalmente, un consumatore innalza sempre una barriera tra se e le pubblicità. Questi muri sono sempre più difficile da rompere, se non attraverso enormi investimenti economici non sempre possibili per piccole e medie imprese.

Per questo le agenzie pubblicitarie sono chiamate ad un lavoro non semplice. La cosa si complica se pensiamo che il calcio non è una passeggiata presso un centro commerciale.

Il calcio viene visto dai tifosi come un momento di distacco dallo stress quotidiano, quindi l’unica soluzione è trasformare la stessa società in una grande famiglia.

Digital Marketing e calcio: un tifoso è per sempre

Attraverso quest’articolo avrai capito l’importanza di far sentire il tifoso parte del progetto. E’ il tuo cliente più fedele e il tuo più grande alleato al fine di ricercare nuovi sponsor. Ricorda di premiare il tifoso con iniziative, promozioni ed eventi a lui dedicati.

Ricorda che gli sponsor possono cambiare da stagione a stagione, ma è davvero difficile perdere un tifoso.

Se sei interessato a conoscere altre particolarità del binomio marketing e calcio, ricorda di lasciare un commento!

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